Sanremo 2026, Massimiliano Feola tra gusto e territorio

Massimiliano Feola

Direttamente dal salotto di The Italian Stage siamo qui alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo in compagnia di Massimiliano Feola.

Come stai Massimiliano? Che emozione è essere qui a Sanremo?

“È una bellissima emozione. Per me è la prima volta a Sanremo e girando per la città si percepiscono tantissime sensazioni diverse.
È un luogo magico durante questo evento. Si incontrano artisti, addetti ai lavori e, anche dal punto di vista culinario, c’è molto da osservare, imparare e gustare.”

Se dovessi preparare un piatto per un artista prima di salire sul palco dell’Ariston, cosa sceglieresti?

“Io sono principalmente un pizzaiolo, quindi sceglierei la pizza.
Proprio nel mese di febbraio ho proposto ai miei clienti una pizza speciale ispirata all’Ariston.”

“Ho utilizzato una crema di datterino giallo per richiamare le luci del teatro, pomodorino rosso confit e, in uscita, fiori di bresaola e stracciatella pugliese. Un piatto che rappresenta bene me e le mie radici.”

Come gestisci i momenti di ansia e di grande affollamento nel tuo locale?

“La parola chiave è pazienza. In un locale succede sempre qualcosa, ogni secondo.
Bisogna essere pronti ad affrontare un ostacolo dopo l’altro.”

“La preparazione fa la differenza. Anche la tecnologia oggi ci aiuta molto nella gestione del lavoro. Siamo abbastanza all’avanguardia da questo punto di vista.”

C’è un ingrediente a cui non rinunceresti mai?

“La mia pizzeria segue lo stile napoletano.
Da buon pugliese… ma anche un po’ napoletano.”

“Metà della mia famiglia ha origini napoletane e metà pugliesi. Per questo ho scelto questo tipo di cucina. Nella mia zona mancava una vera pizzeria napoletana e ho deciso di puntare su questo progetto.”

Quali sono i piatti che ti rappresentano di più?

“Proponiamo una cucina napoletana autentica.
Dalla pasta e patate allo scarpariello.”

“In pizzeria, la salsiccia e friarielli resta imbattibile.
Ma preparo anche molte creme. Mi piace replicare i piatti della tradizione sulle pizze, come la pasta e patate trasformata in pizza.”

Quanto dura il processo di lavorazione dell’impasto?

“L’impasto ha una maturazione che va dalle 24 alle 48 ore, in base alla gestione delle prenotazioni.”

“Anche le creme e i sughi hanno i loro tempi.
Il ragù napoletano, ad esempio, richiede una cottura lenta e precisa. La cucina ha bisogno di rispetto.”

Che consiglio daresti a un giovane che vuole diventare chef o pizzaiolo?

“Bisogna avere pazienza, studiare e non avere fretta.
Questo lavoro richiede sacrificio e costanza.”

“Se rispetti la cucina e i suoi tempi, i risultati arrivano.”

Press Office a cura di NotiCaMania

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