Le Rose Ignoranti: la nuova opera di Giuseppe Tortora

Tortora

La nuova raccolta poetica di Giuseppe Tortora, Le Rose Ignoranti, indaga l’amore e il tempo attraverso i luoghi del cuore

A tre anni dalla sua ultima raccolta, Giuseppe Tortora torna alla poesia con Le Rose Ignoranti, un libro che oscilla tra riflessione lirica e autobiografia emotiva. La sua è una scrittura intensa e asciutta, nata da un legame profondo con la parola e arricchita da un dialogo ideale con gli autori che hanno ispirato il suo immaginario. Anche il titolo, denso di significati, affonda le radici nella letteratura italiana, richiamando il “dilemma” evocato da Elsa Morante, un riferimento esplicito ma rielaborato nel cuore del poeta.

Poesia come spazio di autenticità

Conosciuto anche come firma autoriale della scrittura televisiva, da oltre quindici anni legato a Porta a Porta, Tortora sceglie la poesia come territorio di verità, un luogo dove la parola si spoglia dell’artificio e torna all’essenziale. Al centro del libro emergono l’Amore e il Tempo, forze che definiscono l’identità umana, attraversano la memoria e costringono a un dialogo con ciò che sopravvive al passare degli anni. La raccolta si configura così come una sorta di geografia sentimentale, dove ogni luogo si trasforma in materia poetica viva.

I luoghi della memoria e dell’anima

Napoli è il punto di origine e la ferita sempre aperta: una città colta e musicale, ma spesso raccontata da una narrazione televisiva riduttiva, incapace di restituirne la profonda complessità culturale. Il Cilento, invece, è il territorio della formazione e della famiglia, un luogo dove l’infanzia, vissuta con poco ma con dignità piena, si carica di memoria e identità. Qui la povertà si distingue nettamente dalla miseria, in un senso caro a Eduardo De Filippo.

Roma, infine, attraversa i versi come spazio vissuto ma mai davvero appartenuto — una città abitata con distanza, come se rimanesse sempre un po’ estranea all’anima dell’autore. Come ricordava Raffaele La Capria, “Napoli coincide con chi la porta dentro”, e forse in questa frase si racchiude il nodo emotivo più profondo dell’opera.

Le radici nella poesia contemporanea

Con Le Rose Ignoranti, Tortora si inserisce pienamente nel panorama della poesia contemporanea che intreccia memoria, identità e appartenenza. La sua lingua poetica diventa custode delle radici e strumento per mantenerle vive, restituendo alla parola la sua funzione più alta: quella di connettere l’intimità personale con la storia collettiva.

Di Simone Pasquini

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