Cristiano Ronaldo ph igA 41 anni Cristiano Ronaldo annuncia la conclusione della sua straordinaria esperienza con la nazionale portoghese. Il fuoriclasse lascia dopo 234 presenze, 146 gol e tre trofei internazionali, tra cui l’Europeo del 2016. Nel messaggio pubblicato sui social ripercorre le emozioni della sua carriera, mentre le tensioni con il ct Jorge Jesus precedono una decisione destinata a segnare la storia del calcio

Il Portogallo perde il protagonista assoluto di una delle stagioni più gloriose della propria storia calcistica. Cristiano Ronaldo ha annunciato il ritiro dalla nazionale, chiudendo un’avventura durata 23 anni e contraddistinta da risultati eccezionali. Il campione, che oggi ha 41 anni, ha comunicato la decisione attraverso un lungo filmato pubblicato su Instagram il 5 novembre 2026. Un messaggio personale, ricco di ricordi e riconoscenza, con il quale ha voluto salutare i sostenitori che lo hanno accompagnato fin dall’esordio nell’agosto del 2003. L’attaccante lascia la selezione lusitana dopo averne riscritto numerosi primati, contribuendo in maniera determinante alla conquista dei più importanti successi internazionali del Paese.

Nel suo discorso, Ronaldo ha ripensato alle motivazioni che lo hanno spinto a inseguire continuamente nuovi traguardi, ricordando l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il calcio mondiale. «Volevo essere il migliore», ha spiegato il fuoriclasse, sottolineando come la determinazione abbia rappresentato una componente fondamentale del suo percorso. Con il passare degli anni, tuttavia, ha compreso che il privilegio più grande non consiste nei record individuali, ma nell’opportunità di rappresentare il proprio Paese. Un sentimento che ha accompagnato ogni partita, dalle grandi finali alle sconfitte più difficili da accettare.

Il numero sette diventa il simbolo di un addio storico

Il momento più significativo del messaggio riguarda la celebre maglia numero sette, diventata un elemento inseparabile dall’immagine di Cristiano Ronaldo. Il calciatore ha spiegato di averla sempre considerata un simbolo appartenente all’intero popolo portoghese, piuttosto che un semplice numero da indossare durante le partite. Per oltre due decenni ha rappresentato la nazionale sui campi di tutto il mondo, assumendosi la responsabilità di guidare la squadra nei momenti decisivi. Adesso ha scelto di affidare idealmente quella maglia alle generazioni future, riconoscendo che ogni percorso sportivo, anche il più straordinario, arriva inevitabilmente alla conclusione.

Nel video, il campione ha ringraziato i compagni, gli allenatori, i collaboratori della federazione e soprattutto la famiglia, che ha condiviso i sacrifici richiesti da una carriera tanto lunga. Ha rivolto parole particolarmente sentite anche ai sostenitori, ricordando le emozioni vissute durante l’inno nazionale e la gioia di vedere un intero Paese riunirsi intorno alla squadra. «Il Portogallo sarà sempre dentro di me», ha scritto nel messaggio che accompagna il suo saluto. Una dichiarazione che conferma la volontà di continuare a sostenere la nazionale anche dopo l’ultima partita.

Il contrasto con Jorge Jesus e l’addio dopo il caso disciplinare

La decisione arriva al termine di un periodo segnato da difficoltà nei rapporti tra Cristiano Ronaldo e il commissario tecnico Jorge Jesus. Il contrasto era emerso durante gli impegni internazionali di settembre, quando l’allenatore aveva lasciato l’attaccante in panchina per tutta la partita contro la Norvegia. La scelta aveva provocato una reazione negativa del giocatore, che riteneva di aver ricevuto indicazioni differenti sul proprio utilizzo. Nei giorni successivi, la situazione era peggiorata fino all’abbandono del ritiro della nazionale a Copenaghen, prima dell’incontro con la Danimarca.

La federazione portoghese aveva affrontato il caso sul piano disciplinare, comunicando il 19 ottobre una sospensione di trenta giorni accompagnata da una multa di 255 euro. Nonostante il provvedimento, rimaneva aperta la possibilità di un ritorno in squadra, anche perché Ronaldo aveva successivamente espresso rammarico per il proprio comportamento. Lo stesso Jorge Jesus aveva manifestato disponibilità a riaccoglierlo. L’annuncio del ritiro ha però chiuso definitivamente questa prospettiva. Il campione, nel messaggio rivolto ai tifosi, ha evitato di soffermarsi sulle incomprensioni con l’allenatore, preferendo celebrare il significato della sua esperienza internazionale.

Una carriera da primato tra Mondiali, Europei e Nations League

Le statistiche di Cristiano Ronaldo con il Portogallo descrivono un percorso senza precedenti nel calcio maschile. In 23 anni, l’attaccante ha totalizzato 234 presenze e 146 reti, stabilendo il record mondiale sia per il numero di incontri disputati con una nazionale sia per i gol segnati. Il suo debutto risale all’agosto del 2003, quando aveva appena 18 anni. Da quel momento ha attraversato numerose generazioni di calciatori, mantenendo un ruolo centrale nella squadra e continuando a distinguersi per rendimento e capacità realizzativa.

Il successo più prestigioso rimane la vittoria agli Europei del 2016, quando il Portogallo superò la Francia nella finale di Parigi e conquistò il primo grande trofeo internazionale della propria storia. A quel trionfo si aggiungono i titoli della Nations League del 2019 e del 2025, che hanno consolidato la posizione della nazionale tra le protagoniste del calcio europeo. Ronaldo ha inoltre partecipato a sei edizioni dei Mondiali, riuscendo a segnare almeno una rete in ciascuna di esse. Durante il torneo del 2026 ha realizzato tre gol, portando a undici il proprio bottino complessivo nelle fasi finali della Coppa del Mondo.

L’ultima apparizione con la maglia portoghese risale al 24 settembre 2026, nella vittoria contro il Galles. Quella partita, inizialmente considerata un normale appuntamento internazionale, assume ora un significato particolare: rappresenta l’ultimo capitolo agonistico di una storia iniziata oltre vent’anni prima. Il numero sette lascia la nazionale con tre trofei e una serie di primati che testimoniano la sua straordinaria longevità sportiva.

Ronaldo continuerà con l’Al-Nassr, il Portogallo prepara l’omaggio

La conclusione dell’esperienza internazionale non comporta l’abbandono del calcio professionistico. Cristiano Ronaldo continuerà infatti a giocare con l’Al-Nassr, la formazione saudita nella quale prosegue la propria carriera. Tra i suoi obiettivi rimane il raggiungimento dei mille gol complessivi, un traguardo che confermerebbe ulteriormente la dimensione eccezionale della sua storia sportiva. La rinuncia agli impegni della nazionale gli consentirà di concentrare le energie sulle competizioni di club, dopo oltre due decenni trascorsi ai massimi livelli.

La federazione portoghese ha accolto l’annuncio esprimendo gratitudine e ammirazione nei confronti del suo storico capitano. L’organizzazione ha manifestato l’intenzione di promuovere una celebrazione speciale per consentire ai tifosi di rendergli omaggio. Per il Portogallo comincia una nuova fase, senza il calciatore che per oltre vent’anni ha incarnato le ambizioni e i successi della nazionale. L’eredità di Cristiano Ronaldo non si misura soltanto attraverso le reti e i trofei, ma anche nell’influenza esercitata su intere generazioni di giovani sportivi. Il suo addio chiude un’epoca, lasciando nella storia del calcio internazionale il ricordo di uno dei protagonisti più importanti di sempre.

A cura di Nora Taylor
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