Ci sono diagnosi che possono cambiare una vita in pochi minuti. Per Alessandro Coppola quel momento è arrivato a 16 anni, quando ha scoperto di avere la Sindrome di Usher di tipo 2, una malattia genetica rara degenerativa che può portare alla cecità.
Alessandro aveva già imparato a convivere con la sordità. Dalla nascita non sente dall’orecchio sinistro e ha una sordità grave all’orecchio destro, per la quale utilizza una protesi acustica. La nuova diagnosi avrebbe potuto diventare un limite definitivo. Lui, invece, ha deciso di trasformarla in una spinta.
Da allora ha iniziato a raccontarsi e a incontrare gli altri. Ha scritto un libro autobiografico, “Le mie orecchie parlano”, pubblicato nel 2023, e ha portato la propria testimonianza davanti a migliaia di giovani. In circa quattro anni ha incontrato studenti di oltre 55 scuole della Campania, parlando di bullismo, solitudine, autostima, disabilità invisibili, malattie rare e valore della vita.
Ma la sua storia non si ferma alla testimonianza.
Alessandro ha scelto di utilizzare anche la musica, la moda e i social per amplificare il proprio messaggio. È diventato fotomodello per campagne inclusive di diversi brand e nel 2026 ha pubblicato “AC22”, il suo primo singolo autobiografico.
Il brano rappresenta una nuova forma di comunicazione: attraverso la musica Alessandro racconta la propria fragilità, ma soprattutto il desiderio di trasformarla in forza. Un messaggio sintetizzato in una frase: “Esistiamo anche noi”.
Nel frattempo continua a lavorare sui social, dove ha costruito una community di circa 17.000 persone, realizzando contenuti di sensibilizzazione ed esperimenti sociali.
Nel 2025 ha inoltre fondato VEDO OLTRE APS, associazione attraverso la quale porta avanti iniziative concrete nel sociale. Dalle attività nelle case alloggio al coinvolgimento di giovani del circuito penale, fino agli interventi a favore di persone in difficoltà e ai progetti dedicati ai bambini non vedenti.
Alessandro non nasconde le difficoltà. Molte delle attività che porta avanti sono realizzate senza sostegni economici e comportano sacrifici personali. Eppure continua.
Tra i suoi sogni c’è quello di vedere un giorno una cura per le malattie rare, ma anche di portare la propria musica sui grandi palchi, lavorare con importanti brand e raggiungere attraverso i social sempre più persone.
E poi c’è un desiderio ancora più intimo: vedere finalmente sua mamma vivere con maggiore serenità.
Per Alessandro, guardare oltre non significa ignorare la paura. Significa scegliere, ogni giorno, di non permettere alla paura di decidere il proprio futuro.
