Tax credit: Nuove rivelazioni mettono in discussione la gestione dei contributi destinati alla cultura e alle produzioni
L’avvocato Michele Lo Foco, membro del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, ha espresso forti perplessità riguardo al funzionamento del tax credit in Italia. come riportato in un recente approfondimento su Ciak, i meccanismi di sostegno economico al settore presenterebbero delle criticità strutturali. in particolare, il pezzo redatto da Claudia Gigante evidenzia come le attuali logiche di distribuzione dei fondi non garantiscano equità tra i diversi operatori del mercato cinematografico.
L’allarme sulle fatturazioni irregolari
Secondo quanto dichiarato da Michele Lo Foco, una percentuale estremamente elevata delle documentazioni presentate per ottenere i benefici fiscali sarebbe compromessa. l’esperto ha infatti denunciato che il 60% delle fatture sono false, sottolineando la gravità di un sistema che sembra prestarsi a facili abusi. questa situazione sarebbe alimentata da una cronica mancanza di controlli ministeriali efficaci, che ha permesso l’innescarsi di meccanismi fraudolenti diffusi e una preoccupante inflazione dei costi di produzione.
Le discrepanze nei criteri di accesso
Un altro punto focale della critica riguarda l’omogeneità dei requisiti richiesti per accedere ai finanziamenti. il legale sostiene con fermezza che i criteri di assegnazione non sono uguali per tutti, suggerendo l’esistenza di un divario tra le grandi potenze produttive e le realtà cinematografiche più piccole. la bozza del nuovo decreto del Ministero della Cultura, attesa da tempo, è stata oggetto di dure contestazioni poiché non risolverebbe queste asimmetrie, rischiando anzi di cristallizzare una situazione di privilegio per pochi soggetti a discapito della biodiversità artistica.
Una riforma necessaria per il settore
La necessità di una revisione profonda del tax credit emerge come priorità assoluta per salvaguardare la salute del cinema italiano. senza un intervento che introduca verifiche puntuali e regole trasparenti, il comparto rischia di vedere dispersi fondi pubblici essenziali. le osservazioni di Michele Lo Foco mettono in luce l’urgenza di un modello che non si limiti alla mera erogazione, ma che sappia valutare l’impatto reale delle opere, evitando che il sostegno economico diventi un semplice strumento di profitto per chi sa aggirare le maglie burocratiche.
A cura della redazione
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